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5-6 ottobre. vulcano.


Week-end a Vulcano in Bianchina.

L'appuntamento era fissato per il giorno 5 ottobre alle ore 8.30 presso il porto di Milazzo, per imbarcare le auto alla volta di Vulcano sul traghetto delle 9.00.
Traghetto che ha dovuto posticipare la partenza a causa del ritardato arrivo di alcuni equipaggi catanesi, colti dal maltempo e da altre evitabili leggerezze.
Ma la simpatia sprigionata dalle mitiche Bianchine, che ha colpito diritto al cuore il comandante la nave (al quale vanno tutti i nostri ringraziamenti), ha fatto sì che il traghetto salpasse mezz'ora dopo l'orario previsto. Potenza della Bianchina, è riuscita anche a sfatare il famoso detto latino "ubi maior, minor cessat" trasformandolo in "ubi minor, maior cessat": solo lei poteva riuscirci.
Arrivati a destinazione, i bianchinisti siciliani hanno trovato ad accoglierli al porto di Vulcano il bianchinista di Gubbio, ormai siciliano di adozione date le sue ripetute partecipazioni in Sicilia, Pietro Nardelli con moglie Rosella e figlio Giuseppe, appena sbarcati da Napoli.
Il tempo, poco clemente, ha accompagnato l'allegra carovana fino all'hotel, con un fitta pioggia che non lasciava presagire nulla di buono per il resto della giornata. Invece, giusto il tempo di prendere possesso delle camere, e la pioggia ha ceduto il posto ad un sole veramente estivo, ed allora … giù le capotte e via a scorazzare per le strade dell'isola, tra gli abitanti e i molti turisti alle prese con macchine fotografiche e telecamere. Alle 16.00, per smaltire il lauto pranzo rigorosamente a base di pesce fresco, tutti a scalare (a piedi) la cima al vulcano, 400 mt. di altezza. Al ritorno, qualcuno non ancora esausto ha pensato bene di fare il bagno nei fanghi sulfurei dell'isola.
La sera, nuovamente a cena con altre specialità isolane, sempre a base di pesce fresco.
Dopo l'amaro, il caffè e la Malvasia, una lunga passeggiata a piedi, lungo le vie costeggianti il mare, permette ai bianchinisti una naturale digestione con scambio di notizie tecniche, storielle e barzellette; il tutto fino a notte tarda.
La mattina successiva, riordinate le fila, le Bianchine iniziano la loro sfilata domenicale sotto un sole più che estivo. Sosta ed esposizione al molo, sosta presso la "Valle dei mostri" e soprattutto sosta presso la Chiesetta di Porto Piano, ove i bianchinisti vengono accolti con lo sparo di fuochi d'artificio.  Fuochi d'artificio organizzati a sorpresa, ed all'insaputa degli organizzatori Franco Andaloro e Mario Miano, dal presidente della locale Pro Loco: Dott. Favarolo. Lo stesso Dott. Favarolo, per l'occasione, come da buon padrone di casa, ha guidato personalmente le sfilate delle Bianchine per tutta l'isola ed i bianchinisti sino al top del cratere. Pertanto, a lui è dovuta la maggior parte del merito per la riuscitissima manifestazione, che si conclude, dopo l'ennesimo abbuffante pranzo tipico, con l'imbarco delle Bianchine sul traghetto per il ritorno verso casa.

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